La protesta di B&B e Case vacanza viterbesi. «Troppo lunghi 100 giorni di fermo»

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La protesta di B&B e Case vacanza viterbesi
«Troppo lunghi 100 giorni di fermo»

La nota di Roberto Garrafa, presidente di Stay in Tuscia: "Maggiori spazi regolamentari per le amministrazioni locali in modo da rendere le regole più aderenti alle peculiarità dei centri a vocazione turistica"

Redazione Online

La presentazione nella sala del consiglio comunale di Stay in Tuscia, al centro Roberto Garrafa
La presentazione nella sala del consiglio comunale di Stay in Tuscia, al centro Roberto Garrafa

Roberto Garrafa, presidente di Stay in Tuscia sul piede di guerra per esprimere il dissenso dell'associazione che raggruppa la maggior parte degli operatori turistici extralberghieri della città sui giorni di stop imposti dalla Regione. Ecco la nota.

È di questi giorni la notizia pubblicata da Anbba (Associazione nazionale di B&B, affittacamere, case vacanza e locazioni turistiche) che conferma il primo passo in avanti per la modifica del Reg. Reg. del 7 agosto 2015, che ha imposto la chiusura delle strutture ricettive extralberghiere gestite in forma non imprenditoriale per un periodo variabile dai 90 ai 100 giorni all’anno in base alla categoria di appartenenza. Sono state, infatti, condivise dal Tar del Lazio le motivazioni di Anbba che ha, fin da subito, rilevato come il provvedimento regionale fosse da considerare fortemente lesivo del principio di libera concorrenza. Anche l’associazione Stay in Tuscia di Viterbo, che al momento raggruppa la maggior parte degli operatori turistici extralberghieri della città, a suo tempo, aveva ritenuto opportuno manifestare la medesima considerazione in occasione di un incontro con l’assessore comunale al Turismo, Giacomo Barelli, richiedendo a quest’ultimo un intervento presso la Regione affinché il regolamento originario venisse modificato.

Grazie ad Anbba e all'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato che ha promosso il ricorso al regolamento regionale, un primo risultato è stato raggiunto; ci auguriamo che questa amministrazione voglia ora portare avanti le istanze degli operatori del territorio facendosi parte attiva e dando il proprio contributo in sede di modifica del Regolamento Regionale. Sarebbe infatti auspicabile che, a fronte di una richiesta assolutamente legittima di controllo e di innalzamento degli standard di qualità delle strutture, fosse possibile ottenere maggiori spazi regolamentari per le amministrazioni locali in modo da rendere le regole più aderenti alle peculiarità dei centri a vocazione turistica. Sarebbe altrettanto auspicabile parlare dell’offerta turistica dell’intera provincia con i rappresentanti del territorio in seno al consiglio regionale; siamo pronti a collaborare nel caso in cui le istituzioni vogliano assumere iniziative in tal senso.

Mercoledì 22 giugno 2016

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