il 6 novembre prossimo a rimini

Una Carta dell'informazione ambientale

stilata dalla Fima alla fiera Ecomondo

La Federazione italiana media ambientali promuove la creazione di un documento che aiuti soprattutto le nuove generazioni a misurarsi con questi temi in maniera competente. Marco Gisotti, giornalista ambientale, spiega perchè è importante

di Sabrina Mechella

Marco Fratoddi
Marco Fratoddi

La Fima (Federazione italiana media ambientali) promuove la creazione di una “Carta dell’informazione ambientale” che fissi dei parametri di qualità nel contenuto e aiuti soprattutto le nuove generazioni a misurarsi con le tematiche ambientali in maniera competente e consapevole. La stesura avverrà in forma collaborativa durante la riunione dei soci convocata dal presidente Mario Salomone e dal segratario generale Marco Fratoddi, che si terrà nell’ambito di Ecomondo a Rimini il 6 novembre prossimo.

«I temi della crisi ecologica da argomento di frontiera, trattato da alcuni giornalisti pionieri nei decenni passati, oggi vengono riproposti nel sistema mediatico in maniera trasversale e sempre più frequentemente – spiega Marco Gisotti, giornalista ambientale e membro Fima -. Non soltanto la questione dell’Ilva di Taranto, che pure sarebbe rappresentativa della capacità di un tema di allarme ambientale di essere di volta argomenta per le “pagine” giudiziarie, politiche, di cronaca locale o scientifiche, ma anche la trattazione sempre più richiesta di articoli e inchieste che spaziano dalla politica internazionale ai consumi personali, dall’occupazione ai cento allarmi ecologici che in ambito locale o globale vengono sollevati».

Insomma c’è bisogno di più chiarezza e meno approssimazione e questo si può fare solo se gli addetti all’informazione rispettano regole certe e condivise:

Marco Gisotti
Marco Gisotti

«Gli interessi economici di parte, da un lato, e una diffusa ignoranza scientifica, dall’altro, - continua Gisotti - rappresentano gli estremi di un sistema mediatico inquinato e difficile da interpretare per il pubblico non specialistico, creando una situazione in cui spesso è data pari importanza a interlocutori che, sul piano oggettivo delle competenze (come nel caso del negazionismo climatico), non ne hanno o, ancora, si alimentano paure prive di fondamento (come nel caso delle cosiddette “scie chimiche”). Di questi argomenti occorre oggi offrire una rappresentazione adeguata, che non dia spazio ad errori interpretativi, a false credenze o a dicotomie inesistenti. A differenza di altre “carte” dedicate ai giornalisti, nel caso di una “carta dell’informazione ambientale” non si intende proteggere una categoria (come fa la carta di Treviso per l’infanzia) ma dare una regola (come fa la carta sull’informazione economica). Perché oggi? Perché crisi climatica, dissesto idrogeologico e inquinamento – e potremmo continuare – sono oggi ad un livello tale che non abbiamo più tempo da perdere.

Su questi temi la responsabilità dell’informazione è totale. Portare a conoscenza dei cittadini i temi della crisi ecologica è una responsabilità particolarmente gravosa: sottacere un’informazione o dare voce ad una fonte sbagliata equivale a rendersi partecipi involontari di un disastro».

Mario Salomone
Mario Salomone

«La trattazione di questi temi introduce una sostanziale novità nel giornalismo: - conclude Gisotti - non significa più essere solo cronisti, riportare cioè l’accaduto, ma sovente significa anticipare gli stessi eventi, raccontando le dinamiche che li potranno precedere (pensiamo al rischio esplosivo del Vesuvio o, su altra scala, ai cambiamenti climatici).

Fornire ai cittadini e ai decisori politici gli strumenti su cui pianificare e costruire il futuro delle prossime generazioni».

Venerdì 31 ottobre 2014