Cannabis sativa, una proposta di Legge per il ripristino delle coltivazioni nel Lazio

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Graffignano | presentata all'Università Agraria di Sipicciano

Cannabis sativa, una proposta di Legge
per il ripristino delle coltivazioni nel Lazio

È la nuova proposta di Legge depositata alla Pisana da Gino De Paolis di Sel e Riccardo Valentini di Per il Lazio. Gli impieghi sono molteplici: consente di ottenere vernici, saponi, cere, cosmetici non inquinanti e totalmente biodegradabili

Redazione Online

Il tavolo dei relatori sull'incontro all’Università Agraria di Sipicciano
Il tavolo dei relatori sull'incontro all’Università Agraria di Sipicciano

«Promuovere il ripristino delle coltivazioni di cannabis sativa e le relative filiere produttive nel territorio della Regione». È la nuova proposta di Legge depositata alla Pisana da Gino De Paolis di Sel e Riccardo Valentini di Per il Lazio presentata sabato pomeriggio presso la “Sala degli affreschi del Palazzo Baronale” dell’Università Agraria di Sipicciano in provincia di Viterbo. A promuovere l’incontro, il Comune e l’Università Agraria di Graffignano, l’Università Agraria di Sipicciano e l’Associazione Canapa Tuscia con i patrocini di Arsial e Regione Lazio e la sponsorizzazione dell’Istituto J.J.Rousseau, il CSeA (Centro Sicurezza e Ambiente) e I Pirati della Bellezza. Tra i firmatari della proposta di Legge anche Marta Bonafoni e Cristiana Avenali di Per il Lazio. Oltre a Valentini, ad intervenire al convegno di Sipicciano, anche Emiliano Stefanini, responsabile politiche per l’ambiente di Sel presso il Consiglio regionale in rappresentanza del consigliere De Paolis, Anselmo Uzzoletti, sindaco di Graffignano, Giulio Curti, presidente dell’Università Agraria di Sipicciano, Pietro Federico, avvocato esperto di usi civici, e Giovanni De Caro, presidente dell’associazione Canapa Tuscia.

«Con la proposta di Legge presentata al Consiglio regionale del Lazio – spiega Riccardo Valentini – puntiamo a promuovere l’avvio di un progetto pilota finalizzato alla realizzazione di filiere produttive regionali riguardanti i prodotti realizzabili dalla coltivazione, lavorazione e trasformazione della canapa nonché alla verifica della sostenibilità economica ed ambientale dei relativi processi produttivi. L’obiettivo è poi quello di favorire, attraverso gli strumenti dei bandi attuativi di regolamenti europei nei settori delle attività produttive, dell’ambiente e delle risorse energetiche, gli interventi che prevedono l’impiego della canapa e dei suoi derivati. Interventi che riguarderanno esclusivamente la canapa coltivata senza l'impiego di prodotti diserbanti, nanizzanti o disseccanti».

Molteplici le possibilità di utilizzo della canapa.

Il pubblico della “Sala degli affreschi del Palazzo Baronale”
Il pubblico della “Sala degli affreschi del Palazzo Baronale”

«Si tratta infatti – sottolinea il capogruppo di Per il Lazio – di un precursore dell’industria chimica, in quanto consente di ottenere vernici, saponi, cere, cosmetici non inquinanti e totalmente biodegradabili. In campo edilizio i modelli di costruzione già applicati e basati sul suo utilizzo consentono poi di raggiungere un elevato risparmio energetico attraverso l’uso dei materiali naturali derivati dalla canapa, con un basso livello di energia grigia (la quantità di energia necessaria per l’estrazione, la trasformazione, l’impiego e lo smaltimento) e la riduzione al minimo del fabbisogno energetico per riscaldare/raffrescare l’edificio, ottimizzandone le prestazioni igrotermiche. Inoltre, grazie agli incentivi per la riduzione dell'anidride carbonica nell'atmosfera, ogni lavoro eseguito con materiali che tolgono CO2 dall'aria viene premiato con Certificati Verdi e detrazioni fiscali. Dopodiché, la canapa viene utilizzata per la sua elevata capacità fonoassorbente ed il basso peso nell'industria del mobile, della carta, in quella mangimistica e soprattutto in quella automobilistica (pannelli). Oggi le auto prodotte negli USA utilizzano circa 15 kg di fibra per vettura, mentre in Europa siamo a 3 kg. È quindi possibile ipotizzare, a breve, un incremento di questa percentuale, anche perché la normativa di settore impone, nella fabbricazione di auto, un aumento – fino all'85% - di materiali provenienti da recupero e riciclaggio. Un'altra importante peculiarità di questa coltura – conclude infine Riccardo Valentini – è la sua capacità di recuperare suoli contaminati mediante la fitodepurazione».

La proposta di legge si compone di 7 articoli: nel primo si espongono gli obiettivi e le finalità del progetto, nel secondo si definiscono i contenuti del progetto pilota, nel terzo viene definita la periodicità della rendicontazione degli interventi effettuati da parte dei gestori del progetto pilota, nel quarto sono evidenziati gli aspetti economici legati al reperimento delle risorse comunitarie e definiti i criteri di priorità di tali risorse, nel quinto si attribuiscono adempimenti a carico della Giunta regionale, nel sesto vengono individuate le coperture finanziaria, nel settimo si stabilisce infine l’entrata in vigore.

«Una proposta – sottolinea Stefanini – nata in collaborazione anche con l’associazione Canapa Live e la disponibilità delle Università Agrarie di Allumiere e Tolfa. A breve organizzeremo inoltre un convegno nazionale con tutte le realtà e gli assessori coinvolti con l’obiettivo di istituire anche un Tavolo Regionale».

«Le possibilità legate alla coltivazione della canapa nel Lazio – si spiega nella relazione introduttiva alla proposta di Legge – riguardano la creazione di una rete costituita da istituzioni, associazioni, aziende e sostenitori attraverso la quale possono essere create opportunità di lavoro in alcuni settori strategici come l’edilizia, i diversi comparti alimentari, cosmetico, tessile, cartario, farmaceutico, agro meccanico, energetico, senza contare gli aspetti attinenti la qualità ambientale e una diversa concezione culturale».

Lunedì 27 ottobre 2014

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